PROGETTO UE METTE ONLINE LE RICERCHE FINANZIATE

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[singlepic=30,320,240,,left] AGI - Bruxelles, 22 ago. - La Commissione europea ha lanciato un progetto pilota che mettera’ a disposizione gratuitamente online i risultati della ricerca finanziata dall’Unione Europea in sette aree chiave. Secondo la Commissione, l’iniziativa dovrebbe aumentare la visibilita’ della ricerca europea e dare una spinta all’innovazione garantendo che le aziende, soprattutto le piccole e medie imprese (Sme) abbiano accesso agli ultimi risultati delle ricerche. ”Un accesso facile e semplice alle ultime conoscenze nelle aree strategiche e’ fondamentale per la competitivita’ della ricerca dell’Ue”, ha commentato Janez Potocnik, il Commissario europeo per la Scienza e la Ricerca. ”Questo progetto pilota a libero accesso - ha aggiunto - e’ un passo importante verso il raggiungimento della ‘‘quinta liberta”’, la libera circolazione di conoscenze tra gli Stati membri, i ricercatori, l’industria e il pubblico in generale. Inoltre, in questo modo il pubblico puo’ verificare i risultati della ricerca finanziata con i soldi Ue”.

Il progetto pilota coprira’ alcune aree del Settimo programma quadro, (FP7), ovvero salute, energia, ambiente, tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC), infrastrutture della ricerca, scienze socio-economiche e umanitarie e la scienza nella societa’. Queste aree sono state selezionate per il loro elevato impatto sulla societa’ e per la loro importanza nel contribuire alla risoluzione dei principali problemi dell’Europa come i cambiamenti climatici. Insieme, le aree stabilite costituiscono circa il 20 per cento del budget FP7 totale. Ai beneficiari delle sovvenzioni FP7 in questi settori verra’ richiesto di depositare articoli di ricerca specializzati derivanti dai progetti nell’archivio a libero accesso da loro scelto. Una nuova clausola aggiunta al contratto di convenzione nelle aree scelte prevede che i ricercatori garantiscano che i loro articoli saranno disponibili gratuitamente 6 o 12 mesi dopo la pubblicazione, a seconda del settore. Nei settori in rapido m! ovimento come energia, ambiente, salute e TIC, la scadenza e’ sei mesi. Per i campi di ricerca nei quali i risultati rimangono rilevanti piu’ a lungo, come le scienze sociali e umanitarie, la scadenza e’ 12 mesi. Questo periodo dara’ agli editori la possibilita’ di avere un ritorno sul loro investimento.

Il progetto pilota continuera’ fino alla fine di FP7 nel 2013. Se il modello avra’ successo, la Commissione ampliera’ le iniziative nel prossimo programma quadro e negli Stati Membri. La Commissione non e’ la prima agenzia di finanziamenti a costituire una politica a libero accesso per la ricerca che finanzia. All’interno dell’Ue, agenzie di finanziamento pubbliche e private in Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Paesi Bassi e il Regno Unito hanno schemi simili. Inoltre, il National Institutes of Health negli USA richiede ai beneficiari delle sue sovvenzioni di rendere disponibile la ricerca entro 12 mesi dalla pubblicazione. A livello dell’Ue, il Comitato consultivo europeo per la ricerca (Eurab) ha richiesto che tutte le ricerche finanziate dall’Ue vengano messe a disposizione al massimo sei mesi dopo la pubblicazione. Sul suo documento di sintesi sul libero accesso, il Consiglio scientifico del Consiglio europeo per la ricerca (Erc) fa notare che idealmente la ricerca finanziata pubblicamente dovrebbe essere messa a disposizione a sei mesi dalla pubblicazione. Inoltre, una petizione online affinche’ l’Ue ”garantisca libero accesso ai risultati delle ricerche finanziate pubblicamente poco dopo la pubblicazione” ha raccolto quasi 30 mila firme. (AGI)

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