Giornalista schiaffeggiato dal comandante dei vigili di Napoli
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Termini legati all'articolo: giornalista schiaffeggiato, Iraq, Napoli, scarpe da giornalista
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L’unità di misura per stabilire quanta influenza guadagnino, di anno in anno, i media online rispetto a quelli tradizionali, è il numero di giornalisti del Web e i blogger arrestati in paesi dove non si respira propriamente aria di democrazia.
Secondo l’annuale studio del Committee to Protect Journalists, organizzazione no profit che difende il diritto di informazione, ci sono attualmente 125 giornalisti in prigione in 29 diversi stati del mondo, e ben 56 di questi lavoravano su testate online o alla redazione di blog personali.“Il futuro del giornalismo è online e adesso siamo in guerra contro i nemici della libertà di stampa che usano le prigioni per definire i limiti del dibattito pubblico”.
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Termini legati all'articolo: arresti, Censis, Cina, Committee to Protect Journalists, Cpj, giornalisti, Joel Simon, politici, Repubblica.itScritto da admin
FONTE: Articolo21
Un gruppo di 67 giornalisti (28 donne e 39 uomini) è stato arrestato a Khartoum davanti alla sede del parlamento sudanese. Protestavano contro la censura nei giornali. Sono accusati di aver violato le norme sull’ordine pubblico.
La libertà di stampa è una chimera nel più grande paese africano, guidato con pugno di ferro dal presidente Omar El-Bashir, sostenuto da una durissima giunta militare. La costituzione provvisoria (che dovrebbe portare il paese verso la fine della guerra civile e la transizione politica) prevede la libertà di espressione ma non è stata ancora approvata.
Ogni notte le forze dell’ordine fanno irruzione nelle redazioni dei giornali ed applicano sistematicamente la censura.
Basta una foto con lo slogan bene in vista.
Come molti di voi sapranno, il Ddl Levi è al vaglio della Commissione Cultura. Per chi volesse conoscere i dettagli più specifici della legge, vi rimando al post di Daniele Minotti
Leggi il resto dell'articolo..Oggi, 5 Novembre 2008, è una giornata straordinaria. E non mi riferisco alla vittoria di Obama alle elezioni Usa, ma allo scatto d’orgoglio dei giornalisti di tutti i settori che hanno manifestato in difesa del diritto ad informare e di tutti i cittadini ad essere informati.
Lo “Stund Up for Journalism”, fortemente voluto dalla “National Union of Journalists” inglese, è giunto alla sua seconda edizione. Quest’anno anche la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, insieme all’Unione dei Cronisti Italiani, si sono aggregati alla grande mobilitazione. In contemporanea con tutti i sindacati di categoria europei, i giornalisti nostrani si sono diretti in corteo davanti a Palazzo Monte Citorio.
Leggi il resto dell'articolo..All’ incontro, Francesco Magnocavallo di Blogo.it ha regalato una primizia, annunciando la presentazione di una Carta dei diritti e dei doveri dei blogger che fanno capo alla piattaforma di Blogo.it. Eccone le premesse:
Leggi il resto dell'articolo..La perquisizione è stata ordinata dopo la pubblicazione dell’inchiesta “Così ho avvelenato Napoli”, che riportava le confessioni dell’imprenditore Gaetano Vassallo, sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania per conto della Camorra. In particolare, Vassallo ha chiamato in causa il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino.
Leggi il resto dell'articolo..[singlepic=41,320,240,,left]Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha perso la causa per diffamazione intentata nel 2001 presso il Tribunale civile di Milano contro l’Economist, e dovrà pagare le spese processuali. La causa fece seguito della pubblicazione da parte dell’Economist dell’articolo “Una storia italiana” apparso sul numero del 26 aprile 2001 in occasione della nascita del secondo governo guidato dal Cavaliere. La copertina del settimanale era intitolata: “Perché Berlusconi non è adatto a guidare l’Italia”.
Si tratta di dossier con delle domande rivolte al nostro presidente del Consiglio.
Leggi il resto dell'articolo..Presentazione del nuovo libro, il Bavaglio, di Peter Gomez, Marci Lillo e Marco Travaglio
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Una settimana di grande mobilitazione promossa dall’Unione Cronisti, d’intesa con la Fnsi e l’Ordine dei Giornalisti, contro il disegno di legge del governo sulle intercettazioni. ”In tutte le manifestazioni -si legge in una nota dell’Unci- spiegheremo che si vuole impedire ai cronisti di informare sulle indagini di magistrati e forze dell’ordine fino alla udienza preliminare, cioe’ in media 3-4 anni dopo la scoperta del reato. Quindi i cittadini, ad esempio, non potrebbero sapere nulla e non potrebbero difendersi da truffatori, medici senza scrupoli, finanzieri spregiudicati, giudici corrotti. Il disegno di legge abolisce il loro diritto a una informazione completa, corretta e tempestiva e quello dei giornalisti di riferire la verita’ sostanziale dei fatti”.
Il Ddl già approvato alla Camera, ha avuto anche il sostegno Garante della privacy Francesco Pizzetti che nella relazione annuale in Parlamento definì le intercettazioni, un fenomeno che nei modi e nella misura è “un’anomalia tutta italiana”, Leggi il resto dell'articolo..
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