Abbiamo parlato proprio ieri di Stund up for Journalism, la mobilitazione dei giornalisti che, stretti dalla morsa finanziaria, rivendicano comunque il loro diritto/dovere di informare. Sul sito della National Union of Journalist, promotrice dell’iniziativa, si legge che al di là dei modelli finanziari, a fare la differenza tra il tracollo o il successo di una testata, sono sempre i contenuti di qualità. Perchè allora non chiedere proprio ai lettori quali notizie voglio trovare la mattina sul loro quotidiano, anzi, sul loro monitor?
L’idea arriva da David Cohn, ventiseienne, giovane pupillo di “luminari del giornalismo” on line del calibro di Jay Rosen e Jeff Jarvis, sempre alla ricerca di nuovi modelli d’informazione. Cohn è andato un passo più in là dell’User Generated Content, con il suo Spot.Us,
7000 euro da utilizzare per la realizzazione di un servizio giornalistico all’estero con il supporto del Pulitzer Center.
Il concorso “Project:Report” — realizzato dalla video community controllata da Google YouTube.com in collaborazione con il Pulitzer Center on Crisis Reporting e con il supporto di Sony e Intel — chiama i partecipanti a creare brevi videoservizi di qualità su storie in genere poco trattate dai media tradizionali. Leggi il resto dell'articolo.. Termini legati all'articolo: concorso, Google, Intel, news, Politics, Project:Report, reporter, Sony, video, videoservizio, YouTube
[singlepic=42,320,240,,left]Siete studenti universitari o giovani giornalisti, anche free lance, oppura aspiranti giornalisti, iscritti a scuole di giornalismo? Avete già pronto nel casseto un articolo che non superi le 12 cartelle o un servizio non più lungo di 15 minuti, che racconti e aiuti a capire le dinamiche belliche e le conseguenze delle guerre sulle società civili?
Allora fate ancora in tempo per partecipare al Premio Claudio Accardi, l’evento annuale patrocinato dal Comune di Roma. La finalità del premio giornalistico
Il giornalista Magomed Yevloyev, fondatore e responsabile del sito Ingushetia.ru, è morto per mano della polizia.
Secondo il suo sito, Yevloyev era stato arrestato il 31 agosto a Nazran (Magas) al suo arrivo all’aeroporto. Il presidente Zyazikov era sullo stesso aereo. All’aeroporto Zyazikov ha ordinato alla polizia di arrestare Yevloyev e di portarlo via in macchina. Il suo corpo è stato poi consegnato all’ospedale di Nazran con un colpo in testa.
La versione ufficiale della Procura russa parla di “un incidente”: pare che mentre era in macchina, Yevloyev abbia cercato di scansare il fucile di un poliziotto che, “accidentalmente” gli ha sparato.
Avrei voluto scrivere un articolo su Enzo Baldoni, il giornalista free lance rapito ed ucciso a Najaf nell’agosto del 2004, da una sedicente organizzazione fondamentalsta Islamica.
Mi sono accorta con stupore e crescente sconforto che, di Enzo Baldoni, non si sa nulla. Tutto ciò che ufficialmente si ha di lui è un frammento di osso. Io stessa voglio fare ammissione di ignoranza: prima di adesso, non sapevo che, a quattro anni dalla sua morte, le spoglie di Baldoni non sono ancora state recuperate.
Non me ne vergogno, perchè non credo di essere l’unica, perchè di Enzo Baldoni non si parla mai;
Della durata di tre mesi, il corso sarà quasi interamente finanziato dalla Fondazione Cutuli Onlus al fine di “stimolare la ricerca e il conseguimento di un’effettiva libertà di stampa e della completezza dell’informazione, di aiutare i giovani che vogliano intraprendere la professione giornalistica, di aiutare le donne che incontrino difficoltà nell’accesso o nello svolgimento di questa professione, di creare le condizioni per una maggiore sicurezza dei giornalisti e degli operatori della comunicazione che svolgano la loro attività in zone di guerra o di guerriglia, in aree instabili politicamente o sottoposte ad attacchi terroristici, in territori colpiti da gravi calamità naturali”.
Levent Ozturk, reporter. Guray Ervin, operatore. Grigol Tchikhladze, del settimanale Russia Network. Alexandre Klimtchouk, dell’agenzia di stampa Itar-Tass. Stan Storimans cameraman della TV Olandese Rtl Nieuws. Un nuovo conflitto e una nuova strage di civili.
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