Enzo Baldoni e l’evetualità di morire in Iraq

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Avrei voluto scrivere un articolo su Enzo Baldoni, il giornalista free lance rapito ed ucciso a Najaf nell’agosto del 2004, da una sedicente organizzazione fondamentalsta Islamica.

Mi sono accorta con stupore e crescente sconforto che, di Enzo Baldoni, non si sa nulla. Tutto ciò che ufficialmente si ha di lui è un frammento di osso. Io stessa voglio fare ammissione di ignoranza: prima di adesso, non sapevo che, a quattro anni dalla sua morte, le spoglie di Baldoni non sono ancora state recuperate.

Non me ne vergogno, perchè non credo di essere l’unica, perchè di Enzo Baldoni non si parla mai; bisogna cercare. Tutto ciò che ho trovato io sono alcuni articoli dell’associazione per la liberta di stampa, in cui si dice che, nella sede diplomatica dell’ambasciata italiana a Baghdad, continuano le trattative per restituire il corpo di Enzo Baldoni alla sua famiglia. Si parla degli accorati appelli del Presidente della Repubblica per mantenere viva l’attenzione sul caso.

Leggendo questi articoli, in mente mi sono venute soltanto una miriade di domande: a chi si rivolge Napolitano? Quali sono questi ministeri competenti che stanno lavorando alle trattative? E con chi avvengono queste trattative? Perchè noi non dobbiamo mai sapere? Forse se per una volta chiamassimo le cose con il loro nome, sapremmo quale è stata la vera sorte di Enzo Baldoni.

Voglio chiudere rubando da Wikipedia una citazione del giornalista scomparso in Iraq, definito uno tra i primi autori a ricorrere al blog in Italia, uno capace di far passare concetti crudi in forma lieve e dissacrante, capace di scrivere:

Si è parlato molto di morte in questi giorni: della morte serena di Zio Carlo, filosofo e yogi, che forse sapeva la data del suo trapasso. Guardando il cielo stellato ho pensato che magari morirò anch’io in Mesopotamia, e che non me ne importa un baffo, tutto fa parte di un gigantesco divertente minestrone cosmico, e tanto vale affidarsi al vento, a questa brezza fresca da occidente e al tepore della Terra che mi riscalda il culo. L’indispensabile culo che, finora, mi ha sempre accompagnato.

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2 Responses to “Enzo Baldoni e l’evetualità di morire in Iraq”

  1. Saamaya Says:

    Massimo rispetto alla memoria…

  2. Andrea Papetti Says:

    Grazie di essere intervenuta nel mio blog. Purtroppo quella di Enzo è una brutta storia e chi sa non ha voglia di parlare. Dubito che riporteranno mai la salma in Italia.
    Un bacio
    Andrea

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