AgoraVox: il primo sito di giornalismo partecipativo ora anche in Italia
Libera Informazione, NewMedia, Social News, giornalismo partecipativo, redazioni web Add commentsDopo il successo ottenuto in Francia, dove è la seconda fonte online più citata dopo Le Figaro.fr
Chissà se anche in Italia sarà un successo paragonabile a quello francese? La versione italiana di Agoravox ha debuttato in Italia, ricalcando politiche editoriali e filosofia del modello d’oltralpe. In Francia conta già un milione di visitatori unici al mese e 35 mila «reporter» e soprattutto è in (buona) compagnia di altre due testate giornalistiche partecipative, Rue89 e Mediapart che, seppur con un taglio più selettivo, propongono anch’esse quel modello di giornalismo dal basso con il quale i francesi sono ormai in confidenza.
VERSIONE ITALIANA - La scommessa italiana è meno scontata, ma il fatto che il fondatore sia un nostro connazionale dà qualche speranza in più. Carlo Revelli, ideatore di Agoravox, è convinto che il giornalista non sia il solo soggetto qualificato a trattare l’informazione e che esistano altri mestieri che si muovono in questo campo. Forte di una lunga esperienza di imprenditoria editoriale, Revelli è soprattutto convinto dell’intelligenza di gran parte dei cittadini, a patto che esistano politiche editoriali chiare e sistemi di filtro. Come ha spiegato Francesco Piccinini, responsabile della versione italiana, la webzine è partita già da due mesi in beta chiusa e lunedì 1° settembre è stato il suo esordio ufficiale e aperto a tutti, in cui ha totalizzato 35 notizie. Può già contare su 200 reporter, 50 moderatori e 30 redattori allargati (ovvero figure intermedie tra i semplici reporter e la redazione) e in ottobre (la data è ancora incerta), in occasione della sua presentazione Agoravox divulgherà un’inchiesta di propria produzione su camorra e i rifiuti, con materiali inediti.
AGORAVOX – Agoravox nacque nel 2005, ai tempi della Costituzione europea e proprio dalla convinzione che l’umore dell’opinione pubblica non fosse intercettato a sufficienza dai media mainstream. Poi vi fu lo tsunami, triste vicenda che però ebbe il merito di sottolineare la forza e la tempestività dell’informazione dal basso.
IL MODELLO DI BUSINESS – Per il momento (ma giurano che non cambieranno mai idea) i fondatori hanno scelto l’accesso gratuito e vorrebbero approdare a un modello fatto di pubblicità e di mecenati. La massima apertura (chiunque può diventare reporter) si concilia con diversi strumenti di verifica delle notizie pubblicate, passando dalla moderazione dei lettori a quella della redazione. Inoltre, in una parte apposta del sito vengono illustrate tutte le condizioni in cui un articolo può essere rifiutato e i criteri di notiziabilità degli articoli, contemplando vari tipi di scenari.





October 10th, 2008 at 4:42 pm
[...] nulla o scarsa. Sulla scia di questa diffidenza sembra nascere il successo di siti come AgoraVox, uno dei più importanti esperimenti di citizen journalism europeo, nato in Francia nel 2005 e da [...]